martedì, 12 luglio 2005
19:18
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ALTRO CHE VITA....
Archiviato da 2Dvisio in: racconti e farneticazioni
Il giovane uomo si risvegliò solo nella notte umida del suo letto.
Tolse le coperte ancora attorcigliate alle caviglie e si diede da fare per rendersi presentabile.
Marina non c'era più e lui non se ne meravigliava, aveva tolto il disturbo, in silenzio, come quello che faceva di solito.
Fatta la doccia, fatta la barba, fatta colazione. Un uomo nuovo gli si parava ora davanti allo specchio, un uomo consapevole della vita che stava vivendo, un uomo consapevole della propria esistenza; né scontento né felice.
Maniglia, corrimano, buca delle lettere, portiera, volante, chiavi dell'ufficio, tastiera.
Un'altra giornata di lavoro né stressante né rilassante, come tutto quello che gli accadeva: tiepido.
Sera a casa davanti alla TV, solo. Ma ecco che ad un certo punto un trillo, un telefono, il suo. "E' MARINA!"
<Pronto?>
<Sono sempre pronto...>
Rubare un bacio. Forzare la mente: toc toc, clack.
Mantellina subito sulla sedia e corpo sul letto, corpo di donna.
Rubare un bacio. Aprire la mente e il cuore. Basta la chiave giusta.
Non come tutto quello che gli accadeva (tiepido), ma caldo, umido, accogliente come una dolce serata di primavera. Umano e divino.
Divina lei sul letto ancora sfatto. Non si stupisce lui, non si stupisce mai di Marina, ma stavolta è felice che sia rimasta. Per sempre.
Come quello che gli capiterà d'ora in avanti: DIVINO!
Tolse le coperte ancora attorcigliate alle caviglie e si diede da fare per rendersi presentabile.
Marina non c'era più e lui non se ne meravigliava, aveva tolto il disturbo, in silenzio, come quello che faceva di solito.
Fatta la doccia, fatta la barba, fatta colazione. Un uomo nuovo gli si parava ora davanti allo specchio, un uomo consapevole della vita che stava vivendo, un uomo consapevole della propria esistenza; né scontento né felice.
Maniglia, corrimano, buca delle lettere, portiera, volante, chiavi dell'ufficio, tastiera.
Un'altra giornata di lavoro né stressante né rilassante, come tutto quello che gli accadeva: tiepido.
Sera a casa davanti alla TV, solo. Ma ecco che ad un certo punto un trillo, un telefono, il suo. "E' MARINA!"
<Pronto?>
<Sono sempre pronto...>
Rubare un bacio. Forzare la mente: toc toc, clack.
Mantellina subito sulla sedia e corpo sul letto, corpo di donna.
Rubare un bacio. Aprire la mente e il cuore. Basta la chiave giusta.
Non come tutto quello che gli accadeva (tiepido), ma caldo, umido, accogliente come una dolce serata di primavera. Umano e divino.
Divina lei sul letto ancora sfatto. Non si stupisce lui, non si stupisce mai di Marina, ma stavolta è felice che sia rimasta. Per sempre.
Come quello che gli capiterà d'ora in avanti: DIVINO!





