sabato, 29 ottobre 2005
14:42

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Quando il bambino...

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quando il bambino era bambino, se ne andava a braccia appese. voleva che il ruscello fosse un fiume, il fiume un torrente, e questa pozza il mare.

quando il bambino era bambino, non sapeva d'essere un bambino. per lui tutto aveva un'anima, e tutte le anime erano tutt'uno.

quando il bambino era bambino, su niente aveva un'opinione. non aveva abitudini. sedeva spesso a gambe incrociate, e di colpo sgusciava via. aveva un vortice tra i capelli, e non faceva facce da fotografo.

quando il bambino era bambino, era l'epoca di queste domande: perché io sono io, e perché non sei tu? perché sono qui, e perché non sono lí? quando é cominciato il tempo, e dove finisce lo spazio? la vita sotto il sole, é forse solo un sogno? non é solo l'apparenza di un mondo davanti a un mondo, quello che vedo, sento e odoro? c'é veramente il male? é gente veramente cattiva? come puó essere che io, che sono io, non c'ero prima di diventare? e che un giorno io, che sono io, non saró piú quello che sono?

quando il bambino era bambino, per nutrirsi gli bastavano pane e mela, ed é ancora cosí. quando il bambino era bambino, le bacche gli cadevano in mano, come solo le bacche sanno cadere. ed é ancora cosí. le noci fresche gli raspavano la lingua, ed é ancora cosí. a ogni monte, sentiva nostalgia di una montagna ancora piú alta, e in ogni cittá, sentiva nostalgia di una cittá ancora piú grande. e questo, é ancora cosí. sulla cima di un albero, prendeva le ciliegie tutto euforico, com'é ancora oggi. aveva timore davanti ad ogni estraneo, e continua ad averne. aspettava la prima neve, e continua ad aspettarla.

quando il bambino era bambino, lanciava contro l'albero un bastone, come fosse una lancia. e ancora continua a vibrare.

[lied vom kindsein di peter handke]
sabato, 29 ottobre 2005
11:11

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Prove tecniche di trasmissione...

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Che scazzo... Ho cambiato perfino i colori del blog anche se non mi piace il risultato... Ora però li lascerò così.

Bellissima notizia quella del professore che a dieci giorni dall'esame cambia di punt in bianco le regole per aiutare (fregando) tutta la classe...

Ma si può essere tanto scemi? Almeno dirlo in classe in modo da capire se il cambiamento è gradito ai più...

DEVO STUDIAREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE.

(sigh)
sabato, 22 ottobre 2005
15:09

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Liberi.

+ Cosa daresti per la normalità?
- La vita? Non avrebbe senso come risposta no? Diciamo che darei parecchio.
+ E cosa ti andrebbe di fare una volta raggiunta la normalità?
- Mi andrebbe di fare le cose che non sono normali è ovvio...
+ E perché allora non farle restando "non normali", avrebbe almeno un senso.
- Un senso non lo avrebbe comunque... Semmai avrebbe una giustificazione.
+ Allora la colpa di tutta questa non normalità di chi è?
- Ma dell'educazione: quella che ci è stata appioppata; a fin di bene, mi sembra naturale, ma magari non coincide per forza con la forma mentis che ti costruisci vivendo. Ti trovi in questo modo intrappolato in una sorta di eterna scelta, di eterno supplizio.
Vorresti fare qualcosa e qualcos'altro ti nega la libertà di farlo.
Sostanzialmente Freud aveva ragione. Forse non è tutta una questione puramente sessuale come lui asseriva, o forse lo è, ma questo non ha importanza: è irrilevante.
Ciò che conta è che c'è una sorta di controllo insito nelle nostre menti che non ci fa comportare come vorremmo. Ma la cosa peggiore è che ci fa credere di essere liberi.
Liberi nelle nostre scelte quando invece non lo siamo.
domenica, 16 ottobre 2005
22:11

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King Crimson...

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Da un po' di giorni ho scoperto i King Crimson.... BELLI!!!!
mercoledì, 12 ottobre 2005
14:29

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FANTASIA FANTASIA PER BELLINA CHE TU SIA...

Archiviato da 2Dvisio in: sfoghi egocentrico sentimentali
La fantasia è un elemento che distingue l'uomo dalla bestia... non mi ricordo dove ho sentito questa frase; mi sembra fosse di Aristotele ma non vorrei sbagliarmi. E non è fondamentalmente vero? Le scimmie anche sono dotate anche loro di un cervello che può essere paragonato al nostro. Darwin aveva nettamente ragione... La fantasia ha permesso la nascita di un linguaggio (e la sua diversificazione nelle varie lingue del mondo), la fantasia ha permesso la creazione di utensili, la fantasia ha permesso la nascita di letteratura, filosofia e delle altre arti... La fantasia ha permesso la nascita delle diversità tra i popoli e quindi la nascita dei conflitti. La fantasia ha permesso Nagasaki e Hiroshima. Limitare la fantasia? Certamente no! Limitare solo le cazzate! Almeno quelle volontarie no?